Piccola storia che non esiste, Latina

Piccola storia che non esiste, Latina
Piccola storia che non esiste, Latina

Questa è una piccola storia che non esiste. Da dove nasce questo senso di voler ritornare a vivere momenti importanti? Nasce da un posto, da un sentimento che non vogliamo diementicare. Adesso vorrei essere a Latina. Vorrei che fosse il 2015. Vorrei rivivere quella passeggiata che da un parcheggio in periferia mi ha portato a Palazzo M.

Se esiste un luogo perfetto, questo è Latina. Tutto è razionale. Le vie che incrociano fanno parte di una logica ben definita. Non esistono giorni sbagliati in una città come questa. Esistono semmai rimpianti.

La piccola storia deve finire qui. Deve finire tra paesaggi mai esplorati e cose mai dette. Magari un giorno esisterà un ritorno, fatto di nuovi luoghi e nuove emozioni.

Tra questi luoghi mai visti esistono varie leggende come il fantasma “la femminuccia” di Sezze, o il fantasma della principessa di Ninfa. Ecco la storia della principessa estrapolata da www.latinamipiace.it

“Sicuramente un altra località ricca di mistero è il Giardino di Ninfa, si racconta infatti del fantasma di Ninfa la bellissima principessa che viveva con il padre nel castello sul lago. La principessa viveva tranquilla con suo padre ma c’era una cosa che il padre desiderava ardentemente bonificare le grandi paludi infestate di malaria e zanzare. Un giorno decise di convocare i due re confinanti: Martino, il buono, che Ninfa segretamente amava, e Moro, il malvagio re stregone. Il re disse loro che avrebbe concesso la figlia in sposa a colui che avesse prosciugato le paludi. Martino lavorò duro per costruire canali e opere d’ingegno, ma fu tutto inutile,perché Moro, nell’ultimo giorno assegnato dal re, con una magia  prosciugò la palude. Ninfa allora, per non andare in sposa al re malvagio, si gettò nel lago e scomparve per sempre nelle acque ed ancora oggi si racconta si aggiri nella zona.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *